Conoscete tutto sui panda bianchi e marroni? Allora siete nell’articolo giusto! Questi teneri orsetti rappresentano una delle più rare e affascinanti varianti genetiche del panda gigante. Simbolo globale di specie a rischio di estinzione. Questi panda dal tipico manto marrone, che li distingue nettamente dai classici panda bianchi e neri, sono oggetto di grande interesse scientifico e conservazionistico. Ma la loro esatta popolazione nel mondo rimane difficile da quantificare.
Tutto sui panda bianchi e marroni: il primo avvistamento
Il primo avvistamento documentato di un panda marrone risale al 1985 nei Monti Qinling. Una delle aree chiave per la conservazione dei panda giganti in Cina. Da allora, i panda bianchi e marroni sono stati avvistati solo in pochi casi eccezionali, con stime basate su dati limitati che parlano di 7-10 esemplari confermati fino al 2021. La scarsità degli avvistamenti è dovuta alla natura elusiva di questi animali e alla scarsità degli studi approfonditi.
Uno dei panda bruni più famosi è Qi Zai, nato nel 2009 e noto come il settimo panda marrone documentato. Qi Zai è l’unico panda marrone cresciuto in cattività ed è stato curato nella Riserva Naturale di Foping. Successivamente il noto panda è stato trasferito al Centro Faunistico di Louguantai. Nonostante la sua peculiare colorazione marrone, Qi Zai non ha trasmesso questa caratteristica genetica ai suoi cuccioli.
Il panda albino e la mutazione genetica
La pelliccia marrone dei panda è il frutto di una mutazione genetica che riduce la produzione di melanina. Quest’ultimo è il pigmento responsabile della colorazione nera tipica del panda gigante. Specifiche delezioni nel DNA influenzano i melanociti, riducendo il pigmento nero e conferendo al pelo l’affascinante colore marrone unico.
Uno studio pubblicato sulla rivista Pnas, organo ufficiale dell’Accademia delle Scienze americana e ripreso da Nature, rivela che la particolare colorazione bianco-marrone della pelliccia di alcuni panda è il risultato di una mutazione genetica. In particolare, è stata identificata l’assenza di una piccola porzione della sequenza genetica all’interno del gene Bace2. Quest’ultimo è responsabile della codifica di una proteina implicata nella pigmentazione del mantello. Tale mutazione provoca un malfunzionamento di questa proteina.
Inoltre, i peli di questi panda presentano un numero inferiore e dimensioni ridotte di melanosomi, gli organelli cellulari che producono il pigmento melanina. Questa caratteristica genetica è stata documentata anche nel caso di Dandan, il primo panda marrone ad essere osservato nel 1985, il quale è stato sottoposto a analisi genetiche simili da parte degli scienziati. La conservazione di questa rarissima variante genetica è cruciale non solo per la biodiversità. Ma anche per la ricerca scientifica, che continua a studiare i panda marroni per comprendere meglio la loro genetica, il comportamento e l’adattamento all’habitat naturale.