Il 3 febbraio 2026, il Museo Nazionale della Cina a Pechino ha accolto l’apertura di due prestigiose mostre italiane, culmine delle celebrazioni per i 55 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Cina. L’evento ha visto la presenza di Sun Yeli, Ministro cinese della Cultura e del Turismo, Alessandro Giuli, Ministro italiano della Cultura, Luo Wenli, Direttore del museo, e Massimo Ambrosetti, Ambasciatore italiano in Cina. I due ministri hanno inaugurato ufficialmente le esposizioni, accompagnati da interventi che hanno delineato una visione condivisa di collaborazione culturale.
Mostre italiane in Cina al Museo Nazionale, interventi dei vertici: un dialogo tra tradizioni antiche
Alessandro Giuli ha salutato l’occasione come coronamento di un anno di festività bilaterali, sottolineando il legame profondo tra Italia e Cina:
“Due nazioni custodi di eredità millenarie, lontane solo sulla mappa ma unite da secoli di fascinazione reciproca”.
Il Ministro della Cultura ha evidenziato come questi scambi superino confini geografici e temporali, con figure storiche che hanno favorito connessioni tra i due mondi ben prima dell’epoca contemporanea.
Luo Wenli ha enfatizzato il ruolo della diversità culturale come catalizzatore di progresso:
“La civiltà umana avanza attraverso varietà che genera scambi, scambi che producono ispirazione, e ispirazione che spinge lo sviluppo”.
Ha descritto Italia e Cina come colonne portanti delle civiltà occidentale e orientale, con la responsabilità di salvaguardare e condividere il loro patrimonio per il beneficio globale. Le mostre, ha concluso, rappresentano un ponte ideale per far apprezzare ai cinesi l’essenza italiana e viceversa, promuovendo ulteriori collaborazioni.
“Geometria, armonia e vita”: la prima mostra su Palladio in Cina
Curata da Treccani in collaborazione con l’Ambasciata italiana e il Museo Nazionale cinese, l’esposizione esplora l’architettura di Andrea Palladio dal mondo antico al classicismo rinascimentale. Per la prima volta, il pubblico cinese accede a un’analisi accademica sistematica, frutto di ricerche congiunte tra esperti italiani e cinesi. Oltre 100 manufatti provenienti da entrambi i paesi illustrano paralleli e influenze tra tradizioni architettoniche orientali e occidentali, seguendo una narrazione pensata per il pubblico asiatico. La mostra rivela come il genio palladiano, con la sua ricerca di proporzioni perfette, riecheggi principi universali di equilibrio, offrendo spunti su come l’architettura italiana abbia dialogato con altre culture attraverso i secoli.
“Pompei. Un’eterna scoperta”: tre secoli di archeologia vesuviana
Presentata sempre con Treccani, questa retrospettiva traccia l’evoluzione degli scavi pompeiani dal Settecento ai giorni nostri, evidenziando cambiamenti nei metodi, nelle teorie e nei risultati. Esposti 105 reperti straordinari – dalle sculture agli affreschi, ceramiche, bronzi e gioielli in oro – tra cui 81 debuttano in Cina e 7 mai mostrati al mondo. Ogni pezzo racconta la vita quotidiana di un’antica città sepolta, immergendo i visitatori in un viaggio temporale unico. L’esposizione non solo celebra le scoperte archeologiche ma dimostra come Pompei continui a svelare nuovi aspetti della storia romana, rafforzando il prestigio del patrimonio italiano all’estero.
Un ponte culturale per il futuro Italia-Cina
Queste mostre, inserite nel ricco calendario degli scambi culturali bilaterali, vanno oltre l’esposizione di opere: incarnano una diplomazia fatta di bellezza e conoscenza condivisa. Con il loro focus su eredità artistiche e archeologiche, aprono nuove prospettive di cooperazione, invitando cinesi e italiani a riscoprire legami antichi in un contesto moderno. Un’iniziativa che promette di ispirare generazioni future.