Giornata Mondiale senza Auto 2026: perché il 22 settembre può cambiare le nostre città

Il 22 settembre le strade tornano ai pedoni e alle biciclette: la Giornata Mondiale senza Auto invita a immaginare città diverse.

Un giorno senza motore per riscoprire lo spazio urbano, tra storia, obiettivi e buone pratiche in Italia e nel mondo.

Oggi, 22 settembre, le strade di centinaia di città in tutto il mondo cambiano volto: meno traffico, meno smog, più spazio per chi cammina, pedala o usa i mezzi pubblici. È la Giornata Mondiale senza Auto 2026, un appuntamento che ogni anno torna a ricordarci quanto le nostre abitudini di mobilità pesino sulla qualità dell’aria, sulla salute e sul futuro delle città in cui viviamo.

Giornata Mondiale senza auto 2026, le origini: dalla crisi petrolifera del ’73 alla Francia del 1998

La storia di questa giornata affonda le radici più lontano di quanto si pensi. Le prime sperimentazioni di limitazione del traffico risalgono agli anni ’70, durante la crisi petrolifera. L’Islanda fu la prima, nel 1973, a sperimentare giornate senza veicoli, un esperimento nato più da necessità energetica che da coscienza ambientale, ma che aprì la strada a un’idea destinata a diventare globale. Bisogna però aspettare la fine degli anni ’90 per vedere nascere la Giornata Mondiale senza Auto così come la conosciamo oggi. Le fonti concordano su un’origine francese. L’iniziativa “En Ville Sans Ma Voiture” (“In città senza la mia auto”) nasce infatti da un’intuizione transalpina, con la prima sperimentazione il 22 settembre 1998, e l’anno seguente l’Italia diventa il paese partner che contribuisce a lanciarla su scala più ampia, affiancando i ministri dell’ambiente di allora, la francese Dominique Voynet e l’italiano Edo Ronchi.

In parallelo, un’altra versione della storia colloca la nascita del World Car Free Day in Inghilterra, dove nel 1997 la giornata venne istituita su impulso del World Carfree Network, l’organizzazione internazionale che ancora oggi promuove l’iniziativa a livello globale. Al di là di quale racconto si preferisca, resta un dato curioso: nessuno ricorda con certezza perché sia stata scelta proprio la data del 22 settembre, che da allora è rimasta fissa nel calendario indipendentemente dal giorno della settimana. Dal 1994 la Commissione Europea ha fatto propria l’iniziativa, e da lì il progetto è cresciuto fino a diventare, dal 2002, parte della più ampia Settimana Europea della Mobilità, che si svolge ogni anno dal 16 al 22 settembre e di cui la Giornata senza Auto rappresenta il momento culminante.

Perché è importante: i numeri del traffico globale

Il tema non ha perso attualità, anzi. Nel 2024 le automobili in circolazione nel mondo erano circa 1,45 miliardi, in gran parte a benzina o gasolio, e le proiezioni indicano che entro il 2035 si potrebbe arrivare a 2 miliardi. Una traiettoria che si scontra frontalmente con gli obiettivi del Green Deal europeo, che punta proprio al 2035 come anno di stop alla vendita di nuovi motori termici inquinanti. Il traffico veicolare non è solo una questione di ingorghi, è una delle prime cause di inquinamento atmosferico nelle aree urbane, con effetti diretti sulla salute respiratoria e cardiovascolare di chi vive in città.

Secondo il World Carfree Network, il 22 settembre dovrebbe funzionare come una sorta di vetrina che mostra come potrebbero essere le nostre città tutti i giorni dell’anno, se si riducesse in modo strutturale la dipendenza dall’automobile privata, facendo pressione su amministratori e urbanisti perché diano priorità a ciclabilità, pedonalità e trasporto pubblico. Al di là dello slogan, i benefici concreti di una città temporaneamente liberata dalle auto sono facili da osservare: strade più sicure e scorrevoli per chi si muove a piedi o in bici, tram e autobus più veloci perché non incastrati nel traffico, più spazio pubblico da restituire a piazze e strade, aria più respirabile anche solo per qualche ora.

Il tema 2026: mobilità per tutti e tutte

Ogni edizione della Settimana Europea della Mobilità porta con sé un tema guida, e quello scelto per il 2026 è particolarmente significativo. “Mobilità per tutti e tutte”, con un’attenzione specifica all’equità intergenerazionale. L’idea alla base è che bambini, giovani, adulti e anziani abbiano esigenze di spostamento molto diverse tra loro, e che un sistema di mobilità davvero sostenibile debba garantire l’accesso a trasporti adeguati indipendentemente da reddito, luogo di residenza, genere o abilità fisiche. Un cambio di prospettiva che allarga il discorso ambientale a un discorso anche sociale: non basta ridurre le emissioni, bisogna farlo costruendo città accessibili e inclusive per chiunque, dai bambini che vanno a scuola a piedi agli anziani che hanno bisogno di mezzi pubblici affidabili.

Dove si festeggia: l’Italia tra le protagoniste

L’Italia è stata tra i paesi promotori fin dalle prime edizioni e continua a essere una delle nazioni più attive in Europa su questo fronte. Lo scorso anno sono state 71 le città italiane che hanno aderito all’iniziativa, con attività dedicate alla mobilità alternativa, eventi sportivi e passeggiate collettive organizzate nei centri urbani. Le grandi città, da Milano a Roma, sono da sempre tra i motori di questa giornata: chiusure al traffico in alcune zone del centro, potenziamento del bike sharing, iniziative nelle scuole ed eventi pubblici pensati per far sperimentare a cittadini di ogni età cosa significhi muoversi senza dipendere dall’automobile. A livello globale, l’iniziativa coinvolge ogni anno migliaia di città in decine di paesi, dall’Europa all’America Latina, dove esperienze simili si sono sviluppate parallelamente fin dai primi anni Duemila.

Cosa possiamo fare, anche oggi

Non serve aspettare il 22 settembre per mettere in pratica lo spirito della Giornata Mondiale senza auto 2026. Scegliere la bicicletta o i mezzi pubblici per gli spostamenti quotidiani, organizzare il carpooling con colleghi o vicini, privilegiare le brevi distanze a piedi sono gesti piccoli ma capaci, se moltiplicati su larga scala, di incidere davvero sulla qualità dell’aria e sulla vivibilità delle nostre città. La Giornata Mondiale senza Auto, più che un’imposizione, è un invito a immaginare — anche solo per un giorno — un modo diverso di vivere lo spazio urbano.

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Chiara Alonzo - Storyteller, copywriter e SEO specialist è laureata in Scienze della Comunicazione e Filologia Moderna, con un Master di secondo livello in Comunicazione e Marketing Politico ed Istituzionale presso la Luiss School Of Government. Attualmente ricopre il ruolo di vice presidente e responsabile della comunicazione dell'Associazione Ciao Panda Aps.