Paolo Vincenzo Genovese: l’architetto italiano che unisce Pompei a Hangzhou nelle “tracce del tempo”

Gemellaggio Pompei-Hangzhou

“Sia Pompei che Hangzhou sono città nate dalla natura che si integrano con essa.” Con queste parole, Paolo Vincenzo Genovese, architetto e professore alla Zhejiang University, sintetizza il senso di un dialogo tra Hangzhou e Pompei, che dura da secoli tra culture geograficamente lontane ma da sempre affini. In una recente intervista rilasciata a China News Service, l’esperto italiano ha spiegato come le rovine dell’antica Roma e i paesaggi del Lago Occidentale condividano una stessa idea di bellezza e di rapporto con il tempo. Da qui prende forma una riflessione più ampia sugli scambi culturali tra Italia e Cina, che questo approfondimento ripercorre attraverso la sua esperienza. Docente di Ingegneria Civile e Architettura presso l’Università del Zhejiang, Genovese vive e lavora in Cina da oltre vent’anni. In questo periodo ha preso parte a numerosi progetti di restauro, contribuendo a unire approcci tradizionali e visioni contemporanee. Il suo punto di vista, maturato tra Oriente e Occidente, si riflette in un’idea chiara. Le civiltà dialogano attraverso le tracce che il tempo lascia nei luoghi. Un concetto che emerge con forza nel confronto tra Pompei e Hangzhou. Due siti riconosciuti dall’UNESCO, entrambi espressione di un equilibrio profondo tra l’uomo e l’ambiente.

Paolo Vincenzo Genovese, l’architetto italiano che unisce Pompei a Hangzhou nelle “tracce del tempo”: la mostra

La recente mostra al Museo del Lago Occidentale di Hangzhou, “Dialogue with Pompeii: Masterpieces from the National Archaeological Museum of Naples”, ha chiuso i battenti dopo aver esposto oltre 100 reperti napoletani. Inaugurata il 30 settembre 2025 e protrattasi fino all’8 marzo 2026, ha visto la partecipazione di autorità italiane come la Console Aggiunto Stefania Mortelliti. Genovese, durante il simposio, ha condiviso foto delle rovine pompeiane, notando somiglianze urbanistiche con la pianificazione cinese tradizionale: quattro assi principali, mura e porte. Guardando il Vesuvio dalle rovine, Genovese ha provato “un senso di reverenza verso la natura”, eco del paesaggio hangzhouano. Affreschi, sculture e ceramiche hanno immerso i visitatori nel fascino di Pompei, rafforzando legami tra West Lake Museum e Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Questo evento, celebrativo del ventennale del museo, ha promosso conservazione condivisa.

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Il percorso di Genovese: da Milano alla Cina

Paolo Vincenzo Genovese, dottore di ricerca al Politecnico di Milano, è arrivato in Cina nel 2004 come professore ordinario alla Tianjin University, per poi proseguire la sua carriera alla Zhejiang University. Nel corso degli anni si è affermato come uno dei principali esperti nel suo campo, occupandosi di architettura bionica, restauro, eco-villaggi e applicazioni dell’intelligenza artificiale al design urbano. Tra i progetti più rilevanti a cui ha contribuito figura anche il restauro della residenza dell’imperatore Puyi a Tianjin. La sua esperienza sul territorio è particolarmente significativa. In oltre vent’anni ha visitato centinaia di villaggi tradizionali, parte di un patrimonio vastissimo che conta circa 9.000 realtà ancora esistenti.

Un lavoro che gli ha permesso di osservare da vicino le politiche di tutela e valorizzazione messe in atto, riconoscendone l’impegno nel preservare queste identità locali. Autore di volumi come “Harmony in Space: Introduction to Chinese Architecture”, Genovese porta avanti una visione che integra conservazione e sviluppo sostenibile. La sfida principale, oggi, resta quella di trovare un equilibrio tra la salvaguardia del patrimonio culturale e la crescita economica, senza compromettere l’autenticità dei luoghi. Anche per questo, le sue ricerche sugli eco-villaggi e sui modelli di riduzione della povertà gli sono valse il riconoscimento come esperto straniero a livello nazionale.

Tracce del tempo: reverenza condivisa per natura e bellezza

Le rovine di Pompei e i paesaggi di Hangzhou raccontano, ciascuno a modo proprio, il passaggio del tempo e riescono a evocare emozioni che vanno oltre ogni confine geografico. Secondo Genovese, esiste un filo comune che lega queste esperienze: la bellezza come linguaggio universale. È proprio questo dialogo tra uomo e natura a guidare il suo lavoro, che spazia dal restauro di siti storici alla progettazione urbana orientata alla sostenibilità. In Cina ha partecipato a progetti che puntano a valorizzare i villaggi tradizionali, considerandoli non solo testimonianze del passato, ma risorse fondamentali per il futuro. Un approccio che mette al centro autenticità e identità culturale. Questa sintonia tra culture contribuisce anche a rafforzare i rapporti tra Italia e Cina, visibili nelle collaborazioni accademiche e nelle iniziative culturali condivise. Il messaggio che emerge è semplice ma profondo: vivere il presente con consapevolezza e riconoscere il valore della bellezza nella quotidianità, una lezione che attraversa epoche e civiltà.

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Chiara Alonzo - Storyteller, copywriter e SEO specialist è laureata in Scienze della Comunicazione e Filologia Moderna, con un Master di secondo livello in Comunicazione e Marketing Politico ed Istituzionale presso la Luiss School Of Government. Attualmente ricopre il ruolo di vice presidente e responsabile della comunicazione dell'Associazione Ciao Panda Aps.