Intervista esclusiva al Prof Leo, il bambino che insegna il cinese sui social: «Il panda è un messaggero di amicizia»

Ni Yuchen, per tutti Prof Leo.

Dai compiti di scuola alle lezioni che hanno conquistato i social, dall’amore per ravioli e pasta all’impegno per la biodiversità. Il giovanissimo divulgatore conosciuto come Prof Leo si racconta nell’intervista esclusiva a cuore aperto a Ciao Panda.

Per migliaia di italiani il primo approccio alla lingua cinese ha il volto di un bambino, quello del simpatico Ni Yuchen, ma in rete tutti lo conoscono come Prof Leo, con una manciata di caratteri al giorno, calati in situazioni quotidiane, ha trasformato un idioma ritenuto fra i più ostici in un appuntamento atteso, che appassiona i coetanei non meno degli adulti. La notorietà ha presto varcato i confini dello schermo, fino a condurlo nell’ufficio di Luca Zaia, oggi presidente del Consiglio regionale, che gli ha donato la bandiera del Veneto, prestandosi volentieri a ripassare con lui qualche vocabolo cinese. Ho voluto entrare in punta di piedi nel mondo del Prof Leo, attraverso un’intervista per scoprire che cosa accade quando la telecamera si spegne, da quale intuizione è nato il metodo che lo ha reso celebre, con quali occhi guarda le due culture di cui si fa interprete e, inevitabilmente, quale posto occupa nei suoi pensieri il panda gigante. Ne è emerso il ritratto di un ragazzino che si schermisce quando lo chiamano professore, che antepone i doveri di studente ai video e che, in materia di conservazione, ha idee più nitide di tanti grandi; salvaguardare il bellissimo animale, sostiene, significa custodire le foreste e tutto ciò che vi abita.

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Dai compiti di scuola alle lezioni che hanno conquistato i social, dall’amore per ravioli e pasta all’impegno per la biodiversità. Il giovanissimo divulgatore conosciuto come Prof Leo si racconta nell’intervista esclusiva a cuore aperto a Ciao Panda.Dalla scuola ai video: chi è Prof Leo – Intervista esclusivaChi è Leo quando la telecamera si spegne? Raccontaci come trascorri una giornata tipo, tra la scuola, i compiti, gli amici e le tue passioni.Che cosa sogni di diventare da grande? Ti immagini dietro una cattedra, oppure hai un altro desiderio nel cassetto?Sei stato ricevuto da Luca Zaia, che segue anche le tue lezioni. Che ricordo conservi di quell’incontro e che cosa vi siete detti?Imparare il cinese con quattro caratteri al giornoCom’è nata l’idea di insegnare il cinese con quattro parole al giorno, e perché proprio quattro?In che modo scegli le parole da proporre a ogni lezione?A chi volesse iniziare a studiare il cinese, che cosa consiglieresti? Ci sono dei «trucchi» per memorizzare soprattutto i caratteri?Molti dei tuoi allievi sono adulti. Che effetto ti fa sentirti chiamare «prof» da persone più grandi di te? E qual è, tra i messaggi che hai ricevuto, quello che ti ha colpito di più?Cina e Italia, tra ravioli e pastaLa cultura cinese e quella italiana sono complementari, si sposano perfettamente. Che cosa ami di più dell’una e che cosa dell’altra? C’è una festa, un piatto o un’abitudine a cui non rinunceresti mai?Secondo te, che cosa gli italiani non hanno ancora capito della Cina, e che cosa i cinesi non hanno ancora capito dell’Italia?Il panda gigante, simbolo di pace e di biodiversitàIn cinese il panda si chiama xióngmāo, cioè «orso-gatto». Ci regaleresti una lezione speciale con le quattro parole che ogni amico dei panda dovrebbe conoscere?Il panda gigante è considerato un tesoro nazionale della Cina e un ambasciatore di amicizia fra i Paesi. Che cosa rappresenta per te, e che cosa diresti alle persone per convincerle che la sua salvaguardia è fondamentale per il nostro pianeta?

Dalla scuola ai video: chi è Prof Leo – Intervista esclusiva

Chi è Leo quando la telecamera si spegne? Raccontaci come trascorri una giornata tipo, tra la scuola, i compiti, gli amici e le tue passioni.

Lontano dall’obiettivo sono uno studente come tanti. Di giorno vado a scuola e gioco con i miei compagni; al rientro, la cosa più importante sono i compiti. Nel tempo libero giro brevi video, mi documento sul cibo e amo passeggiare o praticare attività fisica all’aria aperta, per stare a contatto con la natura.

Che cosa sogni di diventare da grande? Ti immagini dietro una cattedra, oppure hai un altro desiderio nel cassetto?

Spero di favorire lo scambio culturale tra Cina e Italia, di portare un po’ più di gioia a tutti, di condividere energia positiva e di diventare un promotore della cultura e della gastronomia. Per riuscirci non devo necessariamente essere un insegnante in un’aula. Attraverso i video, inoltre, vorrei far conoscere queste due culture a un numero sempre maggiore di persone.

Sei stato ricevuto da Luca Zaia, che segue anche le tue lezioni. Che ricordo conservi di quell’incontro e che cosa vi siete detti?

Ricordo benissimo quell’incontro, perché ero molto nervoso. Abbiamo imparato insieme un po’ di cinese e ho ricevuto in dono la bandiera ufficiale del Veneto, un gesto che mi ha profondamente onorato. È stato gentile e disponibile; mi ha accompagnato nel suo ufficio, dove ho potuto ammirare l’orologio commemorativo delle Olimpiadi e perfino farlo suonare. Ha sostenuto con entusiasmo gli scambi amichevoli tra Cina e Italia, incoraggiandomi a impegnarmi sempre al massimo. Nutro per lui un grande rispetto.

Prof Leo insieme a Luca Zaia
Prof Leo insieme a Luca Zaia, dal quale ha ricevuto in dono la bandiera del Veneto.

Imparare il cinese con quattro caratteri al giorno

Com’è nata l’idea di insegnare il cinese con quattro parole al giorno, e perché proprio quattro?

Voglio che il cinese sia alla portata di tutti. Studiare troppo in una sola seduta può risultare faticoso. Quattro caratteri al giorno sono la quantità ideale, e in certi casi insegno soltanto due parole. Le situazioni di vita reale che inserisco nei video, poi, rendono l’apprendimento meno noioso e più immediato.

In che modo scegli le parole da proporre a ogni lezione?

Scelgo parole legate alla vita quotidiana: il cibo, gli animali, gli oggetti comuni. Sono termini in cui chiunque può imbattersi e che si usano subito, appena imparati.

A chi volesse iniziare a studiare il cinese, che cosa consiglieresti? Ci sono dei «trucchi» per memorizzare soprattutto i caratteri?

Il mio consiglio è non temere gli errori di lettura. Basta ripetere e riguardare i caratteri più volte. A poco a poco restano impressi nella memoria. La fretta non serve.

Molti dei tuoi allievi sono adulti. Che effetto ti fa sentirti chiamare «prof» da persone più grandi di te? E qual è, tra i messaggi che hai ricevuto, quello che ti ha colpito di più?

Mi sento un po’ in imbarazzo quando mi chiamano «professore», perché sono soltanto uno studente. Il commento più toccante è arrivato da una persona che mi ha raccontato di aver imparato i primi caratteri cinesi proprio seguendo le mie lezioni. Chi mi scrive è sempre molto gentile: incoraggia, suggerisce, dimostra pazienza e comprensione. So di non essere perfetto e che nel mio lavoro non mancano le lacune, perciò sono grato a tutti per il sostegno. Frasi come «continua così!» o «aspetto il prossimo video!» mi scaldano il cuore.

Cina e Italia, tra ravioli e pasta

La cultura cinese e quella italiana sono complementari, si sposano perfettamente. Che cosa ami di più dell’una e che cosa dell’altra? C’è una festa, un piatto o un’abitudine a cui non rinunceresti mai?

Della Cina amo le riunioni di famiglia, con il loro calore speciale; dell’Italia, la cucina e le feste. E non rinuncerò mai né ai ravioli cinesi né a un piatto di pasta!

Secondo te, che cosa gli italiani non hanno ancora capito della Cina, e che cosa i cinesi non hanno ancora capito dell’Italia?

Molti amici italiani conoscono soltanto la Grande Muraglia e i panda, ma la Cina custodisce una straordinaria varietà di paesaggi e di culture. Allo stesso modo, tanti cinesi si fermano alla pizza e a Roma, mentre ogni regione d’Italia ha una storia diversa da raccontare.

Un esemplare di panda gigante, la specie che Prof Leo considera un simbolo di pace e un messaggero di amicizia fra i Paesi. Immagine pubblicata nell’intervista realizzata da Ciao Panda.

Il panda gigante, simbolo di pace e di biodiversità

In cinese il panda si chiama xióngmāo, cioè «orso-gatto». Ci regaleresti una lezione speciale con le quattro parole che ogni amico dei panda dovrebbe conoscere?

Xióngmāo si scrive con due caratteri. Xióng significa orso, māo ne descrive l’aspetto rotondo e tenero. Vi consiglio di ricordare altre due parole, pace e protezione. La prima perché il panda ne è il simbolo, la seconda perché abbiamo il dovere di custodire lui e la natura. Spero che sempre più persone imparino a conoscerlo, diano valore alla biodiversità e difendano questo animale adorabile.

Il panda gigante è considerato un tesoro nazionale della Cina e un ambasciatore di amicizia fra i Paesi. Che cosa rappresenta per te, e che cosa diresti alle persone per convincerle che la sua salvaguardia è fondamentale per il nostro pianeta?

Con la sua aria dolce e morbida, il panda trasmette serenità. È un messaggero di amicizia, capace di unire Paesi diversi. Difenderlo significa salvare le foreste in cui vive e, con esse, le piante e gli animali che le abitano: è così che la nostra Terra rimane sana.

Prima di congedarsi, Prof Leo ha voluto aggiungere un augurio:

«Sono felice di questa intervista. Spero che aiuti tutti a conoscere meglio la lingua cinese, i panda e la bella amicizia che lega i nostri due popoli».

A noi non resta che girare ai lettori la domanda che è anche il nostro motto: e tu sei amica del panda?

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Chiara Alonzo - Storyteller, copywriter e SEO specialist è laureata in Scienze della Comunicazione e Filologia Moderna, con un Master di secondo livello in Comunicazione e Marketing Politico ed Istituzionale presso la Luiss School Of Government. Attualmente ricopre il ruolo di vice presidente e responsabile della comunicazione dell'Associazione Ciao Panda Aps.