Rivoluzione Naturale al MAXXI: il WWF Italia racconta 60 anni di ecologia, cultura e cambiamento

La mostra del WWF Italia al MAXXI

Dal 9 ottobre all’8 novembre 2026 arriva “Rivoluzione Naturale” al MAXXI. Una mostra immersiva ripercorre la nascita del WWF in Italia e il modo in cui ha trasformato la sensibilità ambientale del Paese.

Dal 9 ottobre all’8 novembre 2026 il MAXXI di Roma ospita Rivoluzione Naturale, la mostra con cui il WWF Italia festeggia i suoi primi 60 anni raccontando una delle trasformazioni culturali più significative del nostro Paese: il passaggio dall’indifferenza ambientale a una consapevolezza diffusa sul valore della natura. L’esposizione non si limita a celebrare una ricorrenza, ma costruisce un vero e proprio racconto civile. Attraverso documenti, immagini, campagne e materiali d’archivio, il percorso mette in luce come il WWF abbia contribuito a cambiare il linguaggio dell’ecologia, rendendolo comprensibile, vicino e capace di parlare a pubblici diversi. Il risultato è una narrazione che unisce storia, comunicazione e impegno ambientale.

Rivoluzione Naturale al MAXXI, WWF Italia: un cambio di sguardo nato da una storia personale

Alla base di tutto c’è la vicenda di Fulco Pratesi, figura centrale nella nascita del WWF in Italia. Architetto, giornalista, illustratore, scrittore e per un periodo anche cacciatore, Pratesi ebbe un incontro decisivo con un’orsa e i suoi cuccioli, episodio che segnò una svolta radicale nella sua vita. Da quel momento abbandonò la caccia, tornò in Italia e diede vita, insieme ad altri appassionati di natura, a un progetto destinato a lasciare un segno profondo. La mostra dedica spazio proprio a questa origine, con taccuini, testimonianze e materiali che restituiscono la nascita delle prime idee e della prima Oasi WWF, quella di Burano. Un’iniziativa pionieristica che anticipò molti modelli successivi di tutela del territorio e che resta ancora oggi un caso unico: un grande progetto di conservazione sostenuto da raccolta fondi privata, nato in un’epoca in cui in Italia la protezione ambientale era ancora agli inizi.

Quando la comunicazione diventa attivismo

Uno degli aspetti più interessanti di Rivoluzione Naturale è il modo in cui racconta la capacità del WWF di usare la comunicazione come leva di cambiamento. In un’Italia che negli anni Sessanta non aveva ancora un Ministero dell’Ambiente, l’associazione comprese presto che per proteggere la natura non bastava agire sul campo: serviva anche cambiare la percezione collettiva. Il percorso espositivo ricostruisce questa evoluzione attraverso campagne che hanno fatto scuola. Dal Panda Club del 1971, pensato per avvicinare i più giovani alla tutela dell’ambiente, fino alle storiche copertine della rivista Panda, ogni tappa mostra come il WWF abbia saputo costruire un immaginario riconoscibile e duraturo. Accanto a questo, trovano spazio iniziative diventate parte della memoria collettiva, come le campagne contro la caccia, le azioni per la difesa del mare e dei boschi, e le forme di mobilitazione che oggi potremmo definire ante litteram come guerrilla marketing ambientale.

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Testimoni, volti e cultura pop

La forza del WWF in Italia è passata anche attraverso la capacità di dialogare con il grande pubblico. La mostra al MAXXI evidenzia il ruolo dei testimonial che hanno contribuito a dare visibilità ai temi ambientali, rendendoli accessibili e popolari senza banalizzarli. Tra i volti coinvolti nel tempo compaiono nomi come Piero Angela, Raffaella Carrà, i Pooh e Sting, a testimonianza di una strategia comunicativa capace di unire rigore scientifico e linguaggio popolare. È proprio in questo equilibrio che si legge uno degli elementi più interessanti della storia del WWF: la scelta di parlare a tutti, senza rinunciare alla credibilità e alla precisione dei contenuti.

Un percorso immersivo tra interno ed esterno

La mostra non si sviluppa soltanto all’interno degli spazi espositivi, ma coinvolge anche il Corner and the cortile del MAXXI, costruendo un itinerario in più tappe pensato come un passaggio progressivo di consapevolezza. Il visitatore viene accompagnato da una condizione iniziale di osservatore a una partecipazione più attiva, fino a diventare parte del processo di tutela della natura. È una scelta curatoriale che rafforza il senso dell’intero progetto: non una semplice esposizione celebrativa, ma un’esperienza che invita a riflettere sul rapporto tra individuo, società e ambiente. La curatela e il concept, firmati da Promemoria Group, puntano proprio su questa dimensione immersiva e narrativa, capace di unire memoria, estetica e impegno.

Il messaggio finale

Il cuore della mostra sta in un’idea oggi più attuale che mai. La natura non è un tema separato dalla vita umana, ma la condizione stessa della sua continuità. È questo il ribaltamento di prospettiva espresso anche da una delle campagne più recenti del WWF, “Il Panda Siamo Noi”, che mette al centro il legame tra salute del pianeta e benessere delle persone. In questa chiave, Rivoluzione Naturale non racconta soltanto il passato di un’associazione, ma offre anche una lettura del presente. Sessant’anni dopo la nascita del WWF Italia, la sfida resta la stessa: trasformare la conoscenza in coscienza, e la coscienza in azione. Ed è proprio qui che la mostra trova la sua forza più attuale.

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Chiara Alonzo - Storyteller, copywriter, and SEO specialist, she holds a degree in Communication Sciences and Modern Philology, and a Master's degree in Political and Institutional Communication and Marketing from the Luiss School of Government. She currently serves as vice president and head of communications for the Ciao Panda Aps Association.