Giant pandas, should their nails be cut? The truth about foot care that even experts are surprised by

Il panda gigante utilizza le zampe e gli artigli durante le attività quotidiane, dall'arrampicata alla manipolazione del bambù.

Non è una semplice manicure: ecco perché le unghie dei panda vengono monitorate, quando possono diventare un problema e quale ruolo hanno i keeper nella cura quotidiana di questi animali.

I panda giganti hanno bisogno di tagliare le unghie? La domanda sembra curiosa, quasi da rubrica di animali insoliti, ma dietro quelle zampe apparentemente innocue c’è un aspetto importante della gestione e del benessere di un animale selvatico che, negli zoo e nei centri di conservazione, viene seguito quotidianamente. The giant panda possiede infatti veri e propri artigli non retrattili, caratteristica comune agli orsi, che utilizza anche per arrampicarsi, muoversi e manipolare il bambù. La fotografia mostra proprio uno di questi animali mentre si muove all’interno del suo ambiente, con le zampe anteriori impegnate sulle strutture di legno. Ed è proprio da qui che nasce una domanda interessante: come fanno i panda a mantenere le unghie nella giusta condizione?

Le unghie del panda non sono come quelle di un animale domestico

Il primo equivoco da chiarire riguarda il termine “unghie”. Nel caso del panda gigante, stiamo parlando di artigli, strutture dure e ricurve tipiche degli orsi. I panda appartengono infatti alla famiglia degli Ursidae e hanno cinque dita sulle zampe, oltre a quella particolare struttura del polso comunemente chiamato “false thumb”, che li aiuta a tenere e manipolare i fusti di bambù. Gli artigli sono quindi parte integrante della loro anatomia e non un semplice elemento estetico da accorciare periodicamente. In natura, l’attività quotidiana contribuisce a mantenere sotto controllo l’usura delle unghie. Arrampicarsi, camminare, scavare e interagire con l’ambiente sottopongono infatti le zampe a un’attività continua. Questo non significa, però, che un panda in cattività non debba mai essere sottoposto a controlli.

Perché i keeper controllano le zampe dei panda

La differenza fondamentale tra un animale domestico e un panda ospitato in una struttura zoologica è che, nel secondo caso, il benessere viene seguito attraverso un programma di osservazione molto più articolato. I keeper controllano quotidianamente il comportamento degli animali, prestando attenzione a eventuali cambiamenti nel modo di camminare, arrampicarsi, alimentarsi o interagire con l’ambiente. Al National Zoo dello Smithsonian, per esempio, i keeper spiegano che l’osservazione del comportamento è una parte essenziale della gestione dei panda e che eventuali segnali di stress o disagio vengono monitorati e affrontati. È quindi più corretto parlare di controllo delle zampe e degli artigli piuttosto che immaginare una normale “manicure” programmata come quella di un cane o di un gatto.

Quando un artiglio può diventare un problema?

Un artiglio troppo lungo, danneggiato o soggetto a una crescita anomala può potenzialmente interferire con il normale movimento dell’animale. Per questo motivo, in una struttura zoologica, veterinari e keeper osservano anche le condizioni delle zampe. Se viene individuato un problema, l’intervento viene valutato caso per caso. Non esiste quindi una regola universale secondo cui “ai panda bisogna tagliare le unghie ogni X settimane”. La necessità di intervenire dipende dall’animale, dalla sua età, dalle sue condizioni fisiche, dall’ambiente in cui vive e dal livello di usura naturale degli artigli. Ed è proprio questo il punto che spesso si perde nei contenuti virali sui social: una pratica veterinaria o di gestione del singolo animale non dovrebbe essere trasformata automaticamente in una regola valida per tutti i panda.

Il bambù non serve soltanto per mangiare

Quando si pensa alla giornata di un panda, la prima immagine che viene in mente è quasi sempre quella dell’animale seduto mentre mastica bambù. In realtà, il bambù svolge un ruolo molto più ampio nella sua vita quotidiana. I panda trascorrono una parte enorme della giornata alimentandosi: il bambù costituisce il 99% della loro dieta e il loro apparato digerente ricava relativamente pochi nutrienti da questa risorsa. Per questo devono dedicare molte ore alla ricerca e al consumo di cibo. Durante queste attività utilizzano continuamente le zampe anteriori. Il cosiddetto “falso pollice”, che in realtà è una struttura ossea modificata del polso e non un vero dito, permette all’animale di afferrare e manipolare meglio i fusti di bambù. La salute delle zampe diventa quindi particolarmente importante.

Il ruolo dell’ambiente nel benessere del panda

Uno degli aspetti più interessanti della gestione degli animali negli zoo moderni riguarda proprio la progettazione degli habitat. L’obiettivo non è semplicemente fornire cibo e riparo, ma creare un ambiente che permetta all’animale di esprimere comportamenti il più possibile naturali. Per i panda questo significa offrire strutture da esplorare, punti sopraelevati, tronchi, vegetazione, bambù e attività che stimolino movimento e comportamento naturale. Lo Smithsonian Zoo, ad esempio, descrive il lavoro dei keeper come un processo basato sulla costruzione graduale della fiducia e sull’introduzione di attività che incoraggiano i panda a interagire con il proprio ambiente, osservandone attentamente le reazioni. È un approccio molto diverso dalla semplice idea di “tenere un animale in gabbia”.

I panda giovani sono più attivi?

Anche l’età può fare la differenza nel comportamento. Un panda giovane può essere particolarmente curioso, esplorativo e incline ad arrampicarsi e giocare. Gli animali adulti possono invece avere ritmi differenti, anche in funzione dell’età e delle condizioni individuali. Per questo i keeper non possono applicare necessariamente lo stesso tipo di gestione a ogni esemplare. L’osservazione quotidiana diventa fondamentale; è il comportamento dell’animale a fornire molti degli indizi utili per capire se qualcosa è cambiato.

Ma quindi i panda si fanno davvero tagliare le unghie?

La risposta più corretta è: può essere necessario intervenire, ma non è una pratica automatica per tutti i panda. Gli artigli sono una parte naturale dell’anatomia del panda e normalmente vengono mantenuti attraverso l’attività e l’interazione con l’ambiente. Se però un veterinario o un team di cura rileva una condizione che rende necessario un intervento, la gestione può essere modificata per proteggere la salute dell’animale. È una distinzione importante perché evita di trasformare una fotografia o un video sui social in una conclusione scientifica. In altre parole, vedere un keeper controllare o trattare le zampe di un panda non significa necessariamente che tutti i panda abbiano bisogno di una regolare “pedicure”.

La fotografia racconta solo una parte della storia

L’immagine del panda appoggiato sui tronchi è affascinante proprio perché mostra un comportamento apparentemente semplice. L’animale si muove, si arrampica e utilizza le zampe mentre esplora il suo ambiente. Dietro quella scena, tuttavia, c’è un sistema di cura molto più complesso. La gestione moderna dei panda comprende alimentazione, osservazione comportamentale, controlli veterinari, arricchimento ambientale e monitoraggio delle condizioni fisiche. Il lavoro dei keeper è fondamentale perché sono tra le persone che trascorrono più tempo a osservare gli animali e possono riconoscere cambiamenti che altrimenti passerebbero inosservati. Ed è forse questo il dettaglio più interessante: prendersi cura di un panda non significa soltanto nutrirlo e proteggerlo, ma capire continuamente ciò di cui ha bisogno.

La curiosità che pochi conoscono

Il panda gigante ha una caratteristica anatomica davvero singolare. Quello che sembra un sesto dito non è in realtà un vero dito. Si tratta di un particolare osso del polso, chiamato sesamoide radiale, che si è evoluto fino a svolgere una funzione simile a quella di un pollice. Il panda lo utilizza per afferrare il bambù e manipolarlo con maggiore precisione. È una delle tante straordinarie caratteristiche che hanno reso il panda uno degli animali più riconoscibili e studiati al mondo.

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Chiara Alonzo - Storyteller, copywriter, and SEO specialist, she holds a degree in Communication Sciences and Modern Philology, and a Master's degree in Political and Institutional Communication and Marketing from the Luiss School of Government. She currently serves as vice president and head of communications for the Ciao Panda Aps Association.