Ping Ping e Fu Shuang sono atterrati ad Atlanta: dopo due anni di assenza sono tornati i panda giganti

Il Boeing 777 "FedEx Panda Express" atterrato all'aeroporto Hartsfield-Jackson di Atlanta con a bordo i panda giganti Ping Ping e Fu Shuang, in arrivo da Chengdu, Cina.

Dopo due anni di assenza, i panda tornano nella città americana con un volo speciale, una quarantena di un mese e un accordo decennale che riscrive la storia dello zoo

Alle sette del mattino di questa mattina, domenica 27 settembre 2026, un Boeing 777 tutto giallo con il muso decorato da un enorme panda in bianco e nero è atterrato all’aeroporto Hartsfield-Jackson di Atlanta. A bordo, dopo sedici ore di volo dalla Cina, c’erano Ping Ping e Fu Shuang. I due panda giganti che da oggi vivranno allo Zoo Atlanta, chiudendo un’attesa lunga due anni e aprendo un capitolo che durerà almeno un decennio.

Ping Ping e Fu Shuang sono arrivati ad Atlanta: un volo chiamato “Panda Express”

Non è un aereo qualsiasi. Il velivolo, ribattezzato dalla stessa compagnia “FedEx Panda Express”, è decollato sabato notte, ora locale cinese. Direttamente dalla base di ricerca e allevamento dei panda giganti di Chengdu, nel Sichuan. Da lì Ping Ping, un maschio di sei anni, e Fu Shuang, una femmina di cinque, hanno affrontato un viaggio lunghissimo con un bagaglio molto particolare. Tra bambù fresco e panini al vapore ripieni di mais, il loro spuntino preferito, pensato apposta per rendere meno stressante la trasferta. FedEx non è nuova a missioni di questo tipo. L’azienda, infatti, ha alle spalle una lunga storia di trasporti di panda giganti tra la Cina e gli Stati Uniti. Un servizio quasi diventato una tradizione parallela a quella, ben più antica, della cosiddetta “diplomazia del panda”.

Perché proprio Atlanta

Lo Zoo Atlanta non è un nome a caso in questa vicenda. Per venticinque anni, dal 1999 al 2024, la struttura della Georgia è stata una delle poche negli Stati Uniti ad ospitare stabilmente questi animali. Grazie all’arrivo dei primi due esemplari, Yang Yang e Lun Lun. Nell’ottobre 2024, però, la coppia storica e i loro due cuccioli più piccoli sono rientrati in Cina, chiudendo quella fase e lasciando lo zoo, per la prima volta in oltre due decenni, senza panda. L’annuncio della loro sostituzione è arrivato ad aprile 2026, quando lo zoo ha reso noto un nuovo accordo di cooperazione con la China Wildlife Conservation Association. Ma la conferma definitiva, quella che ha acceso i riflettori internazionali sulla vicenda, è arrivata solo pochi giorni prima dell’arrivo vero e proprio. Durante una visita di stato a Washington, il presidente cinese Xi Jinping ha annunciato pubblicamente che i due panda sarebbero sbarcati “nei prossimi giorni”, definendoli un “ambasciatore di amicizia” tra i due paesi. Il viaggio di Ping Ping e Fu Shuang è così diventato, quasi per caso, uno dei pochi risultati concreti usciti da un vertice diplomatico segnato da tensioni commerciali.

L’accordo: dieci anni, non venticinque

A differenza del passato, il nuovo capitolo non è un prestito a tempo indeterminato. Si tratta di un accordo di cooperazione internazionale della durata di dieci anni, dedicato alla ricerca sulla conservazione del panda gigante. Insieme agli animali, la Cina ha inviato anche un team di veterinari e allevatori che resteranno ad Atlanta per affiancare lo staff dello zoo nella fase più delicata. Quella dell’ambientamento. Nel frattempo, la struttura americana non è rimasta con le mani in mano durante l’attesa. Lo zoo, a tal proposito, ha rinnovato gli spazi un tempo occupati da Yang Yang e Lun Lun, costruendo un nuovo complesso dedicato ai panda e mettendo insieme una squadra di cura pensata su misura per i nuovi arrivati, oltre a organizzare in anticipo una fornitura costante di bambù locale.

Cosa succede adesso: la quarantena prima del debutto

Chi sperava di vedere subito Ping Ping e Fu Shuang dovrà pazientare ancora. I due panda giganti, come da protocollo sanitario, resteranno per circa un mese in un’area biosicura del nuovo complesso. Entrambi verranno sottoposti al consueto periodo di quarantena previsto per gli animali che arrivano dall’estero. Lo zoo non ha ancora comunicato una data ufficiale di apertura al pubblico, ma il messaggio diffuso nelle stesse ore dell’arrivo è chiaro.

Sono elettrizzati di condividere presto quella gioia con i membri, gli ospiti e l’intera comunità”.

Ha dichiarato Raymond B. King, presidente e CEO dello Zoo Atlanta, in un comunicato diffuso sui social nelle ore successive all’atterraggio. Nel comunicato ufficiale della struttura, ripreso anche nella foto diffusa sul profilo Instagram dello zoo che ritrae l’aereo FedEx sulla pista con il muso decorato dal panda, si legge che i due animali “non sono ancora visibili”, ma che l’annuncio segna l’inizio di “una nuova era per i panda di Atlanta”.

Un simbolo più grande di due animali

Al di là della cronaca del volo e dei tempi tecnici della quarantena, l’arrivo di Ping Ping e Fu Shuang si inserisce in una storia molto più ampia: quella della cosiddetta “diplomazia del panda”. La pratica con cui la Cina utilizza da decenni il prestito di questi animali come gesto di distensione verso altri paesi. In un momento storico segnato da rapporti commerciali complicati tra Washington e Pechino, la loro presenza ad Atlanta assume quindi un significato che va oltre lo zoo. Esso, infatti, è un ponte, fatto di bambù e pelliccia bianca e nera, tra due culture che continuano a cercare punti di contatto. Per la città della Georgia, comunque, il significato più immediato resta un altro. Dopo due anni di assenza, i panda giganti sono tornati a casa, e la lunga tradizione iniziata nel 1999 con Yang Yang e Lun Lun può ripartire da dove si era interrotta.

Condividi questo articolo
Chiara Alonzo - Storyteller, copywriter e SEO specialist è laureata in Scienze della Comunicazione e Filologia Moderna, con un Master di secondo livello in Comunicazione e Marketing Politico ed Istituzionale presso la Luiss School Of Government. Attualmente ricopre il ruolo di vice presidente e responsabile della comunicazione dell'Associazione Ciao Panda Aps.