Oggi, martedì 27 gennaio 2026, i gemelli panda giganti Xiao Xiao e Lei Lei partono per la Cina, lasciando per sempre lo Ueno Zoo di Tokyo, in Giappone. La coppia di orsetti si è già imbarcata su un volo da Narita verso la Cina, lasciando il Paese senza panda per la prima volta in oltre 50 anni. L’addio è stato commovente. Domenica scorsa 4.400 visitatori con biglietti estratti a sorte hanno potuto vederli l’ultima volta, mentre migliaia di altri turisti e cittadini si sono radunati fuori dallo zoo per un saluto collettivo. Figli di Shin Shin e Ri Ri – rientrati in Cina a settembre 2024 – e fratellini della star Xiang Xiang (tornata nel 2023), i due cuccioli nati nel 2021 chiudono un capitolo storico iniziato nel 1972 con l’arrivo dei primi panda in prestito dalla Cina.
I due panda in Giappone partono per la Cina, la cronaca del ritorno: da Ueno Zoo a Chengdu
Xiao Xiao e Lei Lei sono partiti questa mattina, martedì 27 gennaio 2026 da Tokyo, con un volo speciale dedicato al loro trasporto sicuro verso un centro di conservazione in Cina, probabilmente la base di Chengdu. L’atmosfera allo zoo era carica di emozione. Code infinite, fan con striscioni e un vuoto palpabile dopo oltre mezzo secolo di presenza panda. I dettagli logistici – imbarco a Narita – rispettano l’accordo bilaterale che prevedeva il rientro entro febbraio 2026.
Ueno Zoo ha ospitato 15 panda giganti in totale, rendendoli l’attrazione iconica del parco. Dal 1972 i keeper dello zoo hanno generato nascite celebri, attirando milioni di turisti. La famiglia di Xiao Xiao e Lei Lei era l’ultima generazione. La sorella maggiore Xiang Xiang era diventata una vera celebrità, con fan club e merchandising dedicato. Il ritorno anticipato riflette la politica cinese di rafforzare la popolazione domestica, con i panda prestati a zoo esteri solo per brevi periodi sotto “panda diplomacy”.
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Panda diplomacy: il significato politico e culturale
Il rientro dei panda giganti non è solo un trasferimento animale, ma un capitolo della “diplomazia panda”, strumento soft power della Cina fin dagli anni ’70. Iniziata con Mao Zedong, prevede prestiti di panda a nazioni amiche, con costi milionari per i paesi ospitanti (fino a 1 milione annuo per coppia + altre spese). Per il Giappone, legato da stretti rapporti con Pechino nonostante tensioni geopolitiche, i panda simboleggiavano amicizia. Il primo arrivo nel 1972 ha celebrato la normalizzazione diplomatica.
Oggi, con oltre 600 panda in cattività (metà in Cina), il programma evolve. I cuccioli nati all’estero tornano per programmi di breeding genetico, come da protocollo e contratto. Questo rafforza la conservazione, con tassi di sopravvivenza al 95% grazie ad expertise cinesi. Per Tokyo, però, significa un “vuoto emotivo ed economico”. Ueno, infatti, perde 2-3 milioni di visitatori annui legati ai panda, equivalenti a perdite di decine di milioni di yen.
Impatto economico e sociale per il Giappone
Ueno Zoo, parte del Tokyo Metropolitan Park, deve gran parte del suo appeal ai panda. Famiglie, turisti e scuole affollavano le aree dedicate, generando introiti da biglietti, souvenir e foto. Con l’addio di Xiao Xiao e Lei Lei, il parco affronta un calo drastico. Le fonti stimano 1,5 milioni di visitatori l’anno, solamente per ammirare i panda, ora da sostituire con altre attrazioni. I fan giapponesi hanno espresso tutta la loro tristezza sui social, con petizioni per nuovi prestiti – ma Pechino decide caso per caso, favorendo partner strategici. Socialmente, i panda erano ambasciatori di pace. Eventi come il “Panda Day” attiravano folle multigenerazionali. Il rientro finale chiude ben 54 anni di storia, ma apre dibattiti su nuove collaborazioni Cina-Giappone per la conservazione.
Prospettive future: nuovi panda in arrivo?
La Cina ha circa 808 panda giganti in cattività, passati da “in pericolo” a “vulnerabili” grazie a riserve e breeding. Xiao Xiao e Lei Lei entreranno in programmi di accoppiamento, contribuendo a diversificare il pool genetico. Per il Giappone, futuri prestiti dipendono da relazioni bilaterali. Gli zoo come Adventure World (con panda attivi) potrebbero continuare, ma Ueno resta vuoto. Gli esperti prevedono che la panda diplomacy evolva verso partenariati scientifici condivisi, con tecnologia cinese per monitoraggio satellitare e bambù geneticamente modificato.