Dalla nascita ai diciotto mesi, le tappe di una crescita lenta e straordinaria. Quando il piccolo inizia la fase dello svezzamento, assaggia il primo germoglio, perché il latte materno resta indispensabile così a lungo e come avviene il distacco definitivo dalla madre.
I cuccioli di panda gigante cominciano ad assaggiare il bambù intorno ai sei mesi di vita, ma per iniziare la fase dello svezzamento e diventare del tutto indipendenti dal latte materno ne servono molti di più. Lo svezzamento vero e proprio si compie in modo graduale e si conclude, di norma, tra il primo anno e i diciotto mesi. È uno dei percorsi di crescita più lenti dell’intero mondo animale, e racconta molto della singolare storia evolutiva di questa specie, un carnivoro che nel corso dei millenni ha scelto di nutrirsi quasi esclusivamente di vegetali.
Quando i cuccioli di panda iniziano a mangiare il bambù: l’allattamento
Per comprendere la lunghezza dello svezzamento bisogna partire dal momento della nascita. Il piccolo di panda viene al mondo pesando poco più di cento grammi, circa un novecentesimo del peso della madre. Una sproporzione che non ha eguali tra i mammiferi placentati. È rosa, quasi privo di pelo, cieco e incapace di regolare da solo la propria temperatura corporea. Nelle prime settimane trascorre la quasi totalità del tempo stretto al petto della madre, che lo allatta di frequente, giorno e notte, rinunciando persino a mangiare pur di non allontanarsi. Il latte materno è in questa fase l’unica fonte di nutrimento, e lo resterà a lungo. Lo sviluppo procede a piccoli passi. Intorno alla sesta settimana il cucciolo inizia ad aprire gli occhi e, entro i due mesi, si aprono anche i condotti uditivi. Solo allora il mondo comincia a prendere forma attorno a lui.
Il primo incontro con il bambù: un gioco prima che un pasto
Nei mesi successivi il piccolo impara a gattonare, mette i primi denti e diventa sempre più curioso. È proprio in questo periodo che avviene il primo contatto con la pianta che segnerà tutta la sua esistenza. Il cucciolo, infatti, comincia a muoversi carponi, sviluppa la dentatura e può già portare alla bocca qualche canna di bambù, segnale che si prepara a una nuova fase della vita. Non si tratta ancora di un’alimentazione vera e propria, quanto piuttosto di un’esplorazione. Il piccolo mordicchia, osserva la madre, imita i suoi gesti con la goffaggine tipica dell’età. Intorno ai cinque mesi si manifestano i primi segni di autonomia. Negli zoo che ospitano i panda, come quello nazionale dello Smithsonian a Washington, i custodi iniziano proprio a questa età ad abituare i cuccioli a semplici esercizi, come toccare un bersaglio con il naso, mentre i piccoli cominciano a staccarsi gradualmente dalla madre.
Sei mesi: l’inizio dello svezzamento
Dal punto di vista biologico, la svolta arriva intorno al sesto mese. Gli esperti dello Smithsonian spiegano che lo svezzamento, in qualunque mammifero, inizia quando il piccolo viene introdotto agli alimenti solidi e si conclude solo quando smette del tutto di assumere latte, e che i panda giganti cominciano a nutrirsi di cibi solidi verso i sei mesi. È importante sottolineare che in questa fase il latte non viene affatto abbandonato. A sei mesi il cucciolo dipende ancora dal nutrimento materno, pur iniziando a mangiare bambù e altri alimenti. Le due fonti convivono per mesi. Il bambù entra nella dieta poco alla volta, mentre il latte continua a garantire calorie, proteine e grassi indispensabili per una crescita rapidissima. In cattività, accanto alle canne, vengono spesso proposti anche altri alimenti. Nel caso di Bao Bao, una delle cucciole nate a Washington, prima dei sette mesi la piccola assaggiava bambù, frutta e verdura, biscotti specifici e perfino piccoli ghiaccioli alla frutta; in seguito ha ricevuto una propria razione quotidiana di biscotti per erbivori, mela, carota e patata dolce cotta, oltre al latte della madre e al bambù preso dalla dieta di quest’ultima.
Perché il passaggio al bambù richiede così tanto tempo
La lentezza dello svezzamento non è un capriccio della natura. Il panda gigante conserva l’apparato digerente di un carnivoro, corto e privo dei complessi meccanismi di fermentazione che consentono agli erbivori di estrarre energia dalla cellulosa. Il bambù, d’altra parte, è un alimento povero. Un panda adulto ne consuma ogni giorno una quantità che varia indicativamente tra i 12 e i 38 chilogrammi, assimilandone solo una piccola parte. Per un organismo in crescita, affidarsi esclusivamente a una fonte così scarsa di nutrienti sarebbe impossibile. Il cucciolo deve prima sviluppare una dentatura robusta, mascelle potenti e la tecnica necessaria a sfilare le foglie e spezzare le canne. Gli studiosi del San Diego Zoo hanno osservato che il distacco finale è l’esito di un processo più lungo, che comincia mesi prima, quando il cucciolo sviluppa la dentatura adatta a nutrirsi di bambù.
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Dal primo compleanno ai diciotto mesi: l’addio al latte
Al compimento del primo anno il piccolo è irriconoscibile rispetto al fagottino rosa di pochi mesi prima. Può arrivare a pesare circa 34 chilogrammi ed è in larga parte svezzato, anche se può continuare a poppare per altri sei mesi, più per conforto che per necessità. Un dettaglio che dice molto sul legame tra madre e cucciolo. L’allattamento, a questo punto, è anche un gesto di rassicurazione. La riduzione delle poppate avviene in modo spontaneo e progressivo. Il cucciolo assume sempre più bambù e ha bisogno di sempre meno calorie dal latte materno, tanto che al momento della separazione definitiva può poppare una sola volta al giorno o addirittura saltare intere giornate. Negli zoo, la separazione viene accompagnata con attenzione.
Allo Smithsonian i cuccioli vengono svezzati intorno ai diciotto mesi, un’età che si è rivelata efficace nei tre zoo statunitensi che hanno allevato più piccoli; a quel punto il giovane panda soddisfa il proprio fabbisogno nutrizionale con il bambù e gli altri alimenti solidi. Non sempre i tempi coincidono al giorno. Il fratello maggiore di Bao Bao, Tai Shan, fu svezzato a diciannove mesi, quando la madre Mei Xiang fece capire con il proprio comportamento e i propri versi che era giunto il momento di separarsi. In natura il copione non è molto diverso. Secondo i ricercatori di San Diego, quando lo svezzamento si completa nelle foreste cinesi, è probabile che la madre allontani il cucciolo con atteggiamenti aggressivi, come osservato in alcuni orsi bruni, oppure che i due si allontanino semplicemente l’uno dall’altra iniziando vite separate.
Che cosa succede alla madre dopo lo svezzamento
La fase dello svezzamento nei cuccioli di panda giganti è un momento delicato. La fine dell’allattamento, infatti, segna anche un nuovo inizio per la femmina. Dopo lo svezzamento riprende il ciclo riproduttivo e, nell’arco di quaranta-sessanta giorni, torna in estro. Per questo motivo i centri di riproduzione seguono con particolare cura il momento della separazione. Un distacco ben gestito favorisce il benessere di entrambi gli animali e contribuisce al successo dei programmi di conservazione.
Domande frequenti sullo svezzamento del panda gigante
A che età il cucciolo di panda inizia a mangiare bambù?
I primi assaggi avvengono già nei mesi precedenti, quasi per gioco, ma l’introduzione vera e propria degli alimenti solidi comincia intorno ai sei mesi.
Quando smette di bere il latte materno?
Lo svezzamento è graduale. Verso il primo anno il piccolo è in gran parte autonomo, ma può continuare a poppare fino ai diciotto mesi circa.
Quando il cucciolo si separa dalla madre?
Sia in natura sia negli zoo, il distacco definitivo avviene generalmente tra i diciotto mesi e i due anni.
Perché lo svezzamento del panda è così lungo?
Perché il bambù è un alimento poco nutriente e difficile da digerire, e il cucciolo ha bisogno di tempo per sviluppare denti, mascelle e abilità necessarie a nutrirsene.