Una coppia di panda giganti proveniente da Chengdu arriveranno allo zoo di Atlanta dopo quasi un anno di assenza. Un gesto che racconta più di un semplice regalo diplomatico.
Lo Zoo di Atlanta si prepara ad accogliere due nuovi ospiti d’eccezione. Il presidente cinese Xi Jinping ha annunciato l’invio della coppia di panda giganti allo zoo della città, riportando in primo piano una strategia diplomatica che Pechino coltiva da oltre cinquant’anni. La notizia è giunta nelle prime ore della sua visita di Stato a Washington. La prima compiuta sul suolo americano dopo più di dieci anni di assenza. I due esemplari — una femmina di nome Ping Ping e un maschio chiamato Fu Shuang — lasceranno il Centro di Ricerca di Chengdu, nel Sichuan, per raggiungere la Georgia «nei prossimi giorni», secondo quanto dichiarato dallo stesso Presidente cinese. Il loro arrivo colmerà un vuoto che durava da quasi un anno. Lo zoo di Atlanta era rimasto senza panda giganti da novembre 2024. Quando i quattro esemplari precedenti fecero ritorno in Cina, rendendo la struttura l’ultima, tra quelle statunitensi, a restarne priva.
Coppia di panda giganti verso lo Zoo di Atlanta: l’annuncio del Presidente cinese Xi Jinping a Washington
La rivelazione non è giunta per caso. Xi Jinping è arrivato a Washington per un vertice destinato a proseguire fino a venerdì, nel corso del quale lui e Trump affronteranno dossier tutt’altro che semplici. Tra intelligenza artificiale, tariffe commerciali, terre rare e minerali strategici, la questione di Taiwan e le tensioni legate al conflitto con l’Iran. In questo contesto, l’annuncio dei panda giganti è arrivato durante una cerimonia ufficiale alla Casa Bianca, dove il leader cinese ha definito l’animale «un messaggero di amicizia tra il popolo cinese e quello americano». Non è la prima volta che si assiste a un gesto simile. Fu Mao Zedong, nel 1972, a inaugurare questa tradizione, donando una coppia di panda allo zoo nazionale di Washington subito dopo la storica visita di Richard Nixon in Cina. L’eco fu enorme. Oltre un milione di visitatori si recò a vedere gli animali nel solo primo anno della loro permanenza negli Stati Uniti.
Dal dono al prestito: l’evoluzione della «diplomazia del panda»
Nel 1984 Pechino modificò il proprio approccio, passando dalla donazione definitiva al prestito temporaneo degli animali. Da allora, il numero di panda concessi agli zoo americani è divenuto un indicatore piuttosto affidabile dello stato delle relazioni bilaterali. Nei periodi di maggiore attrito commerciale o di tensione sulla questione taiwanese i prestiti si sono ridotti sensibilmente, per poi tornare a crescere quando San Diego e lo zoo nazionale della capitale hanno accolto nuove coppie nel corso del 2024. I numeri, secondo quanto riportato dai media statali cinesi, testimoniano un programma di lunga data. Le coppie di panda ospitate negli Stati Uniti avrebbero dato alla luce complessivamente diciassette cuccioli — sei a San Diego, quattro a Washington e ben sette ad Atlanta —, che si conferma così una delle strutture più prolifiche dell’intero programma.
Non solo panda: le altre aperture del Presidente Xi Jinping
Nel corso del suo intervento, il presidente cinese ha annunciato un’ulteriore iniziativa di scambio culturale, impegnandosi a invitare centomila giovani statunitensi a studiare in Cina nei prossimi cinque anni. Anche l’accoglienza riservata al Presidente cinese al suo arrivo, mercoledì, ha costituito di per sé un segnale politico. Trump lo ha accolto personalmente all’aeroporto di Andrews, un onore raramente riservato ai capi di Stato in visita. Si tratta della prima visita ufficiale del leader cinese negli Stati Uniti dai tempi dell’amministrazione Obama, oltre un decennio fa. Xi è atterrato mercoledì e la sua partenza è prevista per venerdì. Il loro arrivo è previsto per domenica 27 settembre 2026.